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L'Arena: Borghetto
20/08/2009 - 20/08/2010
L'Arena: Borghetto
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TURANDOT
18/06/2010 - 20/08/2010
Venerdì 18 Giugno 2010ore 21:15Arena
Giovedì 1 Luglio 2010ore 21:15Arena
Venerdì 16 Luglio 2010ore 21:15Arena
L'ultima grande opera di Puccini
L'idea di ispirarsi per il soggetto ad una delle fiabe teatrali più celebri di Carlo Gozzi, drammaturgo veneziano del Settecento contemporaneo e rivale di Carlo Goldoni, nacque da un incontro a Milano durante l'inverno del 1920 fra Puccini e i librettisti Adami e Simoni.
Puccini mise subito al lavoro i suoi collaboratori e già nell'agosto del 1920 erano state apportate le principali modifiche rispetto allo schema originale. Adami e Simoni, il primo versificatore e il secondo ideatore della trama, scrissero il libretto e lo dovettero adattare molte volte rispettando le richieste del compositore.
Le difficoltà principali furono quelle causate soprattutto dal carattere favoloso dei personaggi gozziani, privi di quel pathos che Puccini tanto ricercava. Le maschere nella versione originale della fiaba vennero trasformate dagli autori nel terzetto dei ministri Ping, Pang e Pong che rappresentano la gran parte del materiale musicale cinese nell'opera. La protagonista Turandot diventa invece un ostacolo nella costruzione dell'opera a causa della forte mutevolezza del personaggio. Infine lo spessore eroico del Principe Calaf e l'introduzione della figura di Liù, con il suo sacrificio d'amore, sono elementi innovativi e tipici dello stile pucciniano.
All'inizio del 1921 Puccini aveva già iniziato la composizione musicale con l'aiuto di un carillon cinese appartenente alla collezione d'arte dell'amico Fassani e grazie all'ispirazione ad alcuni brani di musica folk forniti dalla Ricordi.
Tuttavia la strumentazione dei primi due atti venne conclusa solo nel febbraio del 1924. Il terzo atto invece rimaneva incompiuto, poiché l'autore non riusciva a vederne il logico sbocco drammatico, specialmente per il gran duo finale fra Calaf e Turandot, già rivisto ben quattro volte.
Da questo momento in poi Puccini continuò a lavorare freneticamente sull'opera, interrompendosi solo per soggiorni all'estero o per correggere altre partiture.
All'inizio del 1924, mentre il lavoro sulla partitura procedeva tra alti e bassi, il compositore ebbe i primi sintomi della malattia che l'avrebbe portato alla morte in quello stesso anno. Cercò di sottoporsi ad alcune cure, ma senza risultati visibili. Cominciò allora a deperire, ma nonostante ciò prese accordi sulla data della prima di Turandot, sebbene l'opera non fosse ancora ultimata.
Gli fu diagnosticato un papilloma, che in realtà era un cancro alla gola senza alcuna possibilità di guarigione. L'unico modo per prolungare un po' la vita del malato era di sottoporlo ad un intervento chirurgico immediato e alla cura del radio presso "L'Institut de la Couronne" di Bruxelles. Il 24 novembre fu sottoposto con successo all'intervento. Quattro giorni dopo però il cuore del compositore cedette improvvisamente, portandolo alla morte, che avvenne il 29 novembre 1924.
Alla sua partenza per Bruxelles, Puccini aveva portato con sé le trentasei pagine di abbozzo di partitura delle due ultime scene di Turandot ossia il duetto d'amore e il finale del terzo atto, nella speranza di terminarli, ma non vi riuscì.
Chi conosceva meglio di tutti la partitura dell'opera era Arturo Toscanini e fu proprio lui ad incaricarsi di presentare l'opera rimasta incompiuta. Era un problema grave sia dal punto di vista pratico e sia della responsabilità artistica. Puccini aveva infatti lasciato una partitura completa solo fino al suicidio di Liù e al corteo funebre che segue. La scelta di chi avrebbe dovuto completare l'opera non fu semplice. Toscanini propose alla famiglia Puccini e alla casa Ricordi di affidare l'incarico a Franco Alfano il quale completò la partitura dell'ultimo episodio dove la principessa Turandot è scossa e trasformata dall'amore sulla base dei fogli lasciati da Puccini.
La prima dell'opera fu quindi rappresentata alla Scala di Milano il 25 aprile 1926 sotto la direzione di Toscanini. Giunti al terzo atto, terminata l'aria di Liù "Tu che di gel sei cinta" il maestro depone la bacchetta e rivolgendosi al pubblico interruppe l'esecuzione commosso: "Qui il maestro è morto" e abbandona quindi l'esecuzione là nel punto in cui il suo compositore si era fermato.
Sabato 24 Luglio 2010ore 21:15Arena
Venerdì 30 Luglio 2010ore 21:15Arena
Venerdì 13 Agosto 2010ore 21:00Arena
Venerdì 20 Agosto 2010ore 21:00Arena
MADAMA Butterfly
26/06/2010 - 06/08/2010
Sabato 26 Giugno 2010ore 21:15Arena
Venerdì 2 Luglio 2010ore 21:15Arena
Venerdì 9 Luglio 2010ore 21:15Arena
Nell'estate del 1900 Puccini aveva assistito a Londra alla rappresentazione in un unico atto della Madama Butterfly dell'americano David Belasco, a sua volta ispirato al breve racconto omonimo di John Luther Long. Affascinato dalla triste vicenda umana della protagonista e dall'ambientazione esotica nell'estremo Oriente, in voga negli ambienti letterari e teatrali del XIX secolo, Puccini, già reduce dal trionfale successo della Tosca, iniziò la composizione della Butterfly nel 1901 e affidò la stesura del libretto a Luigi Illica e Giuseppe Giacosa
Il Giappone, terra di incanti e di misteri, e il fascino dell'Oriente cominciavano in questi anni ad influenzare la cultura europea, soprattutto nei salotti dell'alta borghesia e negli ambienti artistici. La cornice orientale e gli impulsi culturali esterni influenzarono radicalmente i gusti di Puccini, il quale compì un laborioso lavoro di ricerca e documentazione sulle musiche e strumenti giapponesi prima di accingersi alla composizione. Per la recitazione, Puccini seguì i preziosi consigli della famosa attrice teatrale Sada Jacco, mentre per le scene e l'ambientazione si fece guidare dalla moglie dell'allora ambasciatore giapponese in Italia.
Nel 1902 venne avviata l'orchestrazione del primo atto, ma nel febbraio del 1903 la composizione fu interrotta a causa di un incidente automobilistico che obbligò l'autore ad una lunga e dolorosa convalescenza. Solo dopo numerose pause e rifacimenti la Madama Butterfly venne completata, nella versione in due atti auspicata da Puccini, nel dicembre del 1903.
La prima rappresentazione avvenne il 17 febbraio 1904, con grande attesa di tutti, al Teatro alla Scala a Milano. Fu un totale insuccesso, definito dallo stesso Puccini "un vero linciaggio". La clamorosa caduta della Butterfly, portò all'interruzione immediata delle rappresentazioni e a una serie di tagli radicali e revisioni, che resero l'opera più proporzionata e alleggerita. Le maggiori modifiche vennero fatte sul primo atto mentre il secondo, eccessivamente lungo, venne suddiviso negli attuali secondo e terzo atto. Puccini riportò così la stesura all'originaria concezione dei tre atti ed è in tale versione che oggi l'opera si rappresenta.
A distanza di poco più di tre mesi, il 28 maggio 1904 la nuova Madama Butterfly venne rappresentata al Teatro Grande di Brescia, e questa volta fu un enorme successo. Sebbene molto vicina alla versione che si ascolta oggi sulle scene, l'opera subì ancora qualche modifica da parte di Puccini, il quale ritornò più volte sullo spartito a distanza di tempo. Si dice che ne esistano ben quattro diverse edizioni a stampa.
Mercoledì 14 Luglio 2010ore 21:15Arena
Sabato 17 Luglio 2010ore 21:15Arena
Mercoledì 21 Luglio 2010ore 21:15Arena
Mercoledì 28 Luglio 2010ore 21:15Arena
Venerdì 6 Agosto 2010ore 21:00Arena








